Nichilismo e Senso


Sembra tutta qua la battaglia iniziale. Il senso c'è o non c'è? E se non c'è allora che ne è della vita?

Dio è morto diceva Nietzsche.

Forse.

Dipende.

Secondo il mio modesto punto di vista è impossibile trovare il senso della vita. Esso non è un oggetto simile ad un piatto o ad un mazzo di chiavi che possa essere "trovato".

Il senso si dà. Il senso è un esercizio di volontà. Non può essere donato da una persona all'altra, mi pare ovvio. L'unico che può dare il senso è il soggetto stesso.

Mi spiego meglio.

Il senso compare o scompare in base alla volontà del soggetto che lo vuole trovare oppure no.

Se uno un senso non lo vede, per lui il senso non c'è.

Se uno il senso lo vede, per lui c'è.

È una questione di scelta.

Il senso, comunque, popola la nostra vita continuamente, anche quella dei nichilisti.

Ci si mette in strada per andare al lavoro, si acquista cibo per mangiare. Ogni azione ha un senso, una direzione ed è costellata di scopi. Un coltello può essere usato in molti modi, in base al senso che si dà a quell'oggetto. Qualcuno lo può usare anche per radersi.

Si ritiene che per il "senso della vita" la questione sia diversa. Come se il senso in quel caso dovesse essere un "oggetto" da trovare. Il senso invece è sempre questione di interpretazione.

Il senso alle cose lo diamo noi, il senso alla vita si può dare oppure no, dipende sempre da noi.

A volte si vorrebbe che ci fosse un senso confortante al di fuori di noi, una mano che guidi il nostro destino con un senso a noi sconosciuto da trovare.

Questo è possibile. Dipende se vuoi leggere la tua vita attraverso "quel" senso.

Nel medioevo si viveva la vita in un senso che può descritto dall'immagine di un aldilà fatto di castigo e premio. Si dava "quel" senso alla propria vita.

Dunque il senso c'è o non c'è?

Dipende da ciò a cui tu credi. Se credi che non ci sia o, peggio, se lo vuoi ma pensi che sia un oggetto esterno a te, credo non lo troverai mai.

Tendiamo a non fidarci della nostra immaginazione, della nostra capacità di scegliere, ma nella realtà crediamo praticamente solo alle nostre interpretazioni, solo che pensiamo che vengano da "fuori" e ci convincono di più.

Dobbiamo tornare a credere a ciò che possiamo toccare e vedere da soli e renderci conto che la nostra mente non è solo una prigione, ma una fucina di creatività.


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